venerdì 19 aprile 2013


La struttura delle rivoluzioni scientifiche



La struttura delle rivoluzioni scientifiche (The Structure of Scientific Revolutions, 1962) è un celebre saggio di filosofia della scienza di Thomas Samuel Kuhn. L'opera rappresenta una pietra miliare nel dibattito epistemologico moderno. All'enorme influenza di quest'opera si deve, tra l'altro, l'introduzione nel gergo filosofico-scientifico del termine "paradigma".
L’opera si compone di 13 capitoli che analizzano il processo di graduale formazione della scienza nella storia, seguendo le dinamiche della scienza normale, della crisi del paradigma e del momento rivoluzionario fino al ristabilimento di una situazione di normalità. Come già aveva fatto Galileo, Kuhn utilizza un linguaggio creativo, che tratta della scienza in maniera "qualitativa" attingendo dal vocabolario tipico di altri contesti. Questo stesso modus operandi è in effetti uno degli argomenti del saggio, che mostra come ogni rivoluzione scientifica sia stata contraddistinta anche da un nuovo linguaggio, non direttamente confrontabile con i precedenti; un cosiddetto mutamento di paradigma (paradigm shift).


 Rivoluzioni scientifiche: fisica e biologia a confronto

Negli ultimi decenni la fisica e la biologia hanno conosciuto uno sviluppo eccezionale: due protagonisti di queste discipline, Freeman Dyson e Sideny Brenner, rileggono alcune conquiste fondamentali alla luce dei concetti di rivoluzione scientifica e di paradigma sviluppati dallo storico della scienza Thomas Kuhn.


Brevi cenni su Thomas S. Kuhn e il suo universo teorico

Scienza normale e rivoluzioni scientifiche

L'importanza e la meritata fama di Kuhn sono legate in gran parte a La struttura delle rivoluzioni scientifiche, un testo del 1962 che costrinse i filosofi della scienza a fare i conti con molti degli scheletri ancora rinchiusi negli armadi dell'epistemologia. Kuhn, inzialmente è attratto dal concetto popperiano della scienza come rivoluzione permanente. Ben presto, come tanti altri, comincia però a dichiarare la sua insoddisfazione per le idee del filosofo austriaco perché non danno conto dei quadri concettuali e culturali (la conoscenza di sfondo, o di fondo) entro i quali viene svolgendosi l'impresa scientifica, e, d'altro canto, sembrano "congelare" la stessa impresa in un quadro astorico, un difetto che renderebbe Popper non molto diverso dai positivisti vecchi e nuovi.


 La cosmologia copernicana e le rivoluzioni scientifiche di Kuhn :
  




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